Castelsardo

Il paese guarda il mare aggrappato a una rupe di trachite: in cima all’abitato, con i suoi stretti vicoli, sorge la rocca fondata dai Doria, quando ancora il villaggio si chiamava Castel Genovese; a picco sul mare, la cattedrale. Affacciata sulla raccolta piazza della Misericordia, la chiesa di Nostra Signora delle Grazie.

Chiesa di Nostra Signora delle Grazie

Di fondazione medievale, era annessa al convento benedettino di San Martino, nel quale si installarono, forse nel 1401, i frati minori conventuali, che vi rimasero per oltre 400 anni, fino alla prima metà del XIX secolo. Si trova in posizione periferica, sul lato occidentale del paese, addossata alle mura sul versante mare.

La chiesa è priva di una facciata vera e propria; si entra da una piccola porta laterale che si apre nella semplice parete in pietra calcarea e trachite, decorata da quattro arcate cieche. Si capisce subito che l’edificio è frutto di varie ricostruzioni, con elementi decorativi gotici e rinascimentali, a cui si aggiungono gli evidenti interventi più recenti. Ha un’unica navata, con un presbiterio sopraelevato che accoglie l’altare maggiore ottocentesco, dove sono collocate, in nicchie, le statue di san Francesco e sant’Antonio da Padova. Al centro, il mezzo busto dell’Ecce Homo, La Pieddai.

Oltre un arco a sesto acuto, nella cappella del Santissimo, con volta a crociera, si trova uno dei crocefissi più antichi dell’isola, Lu Cristu Nieddu o Cristo Nero. Il crocefisso in legno di ginepro brunito dal tempo (da cui l’appellativo) risale all’inizio del XIII secolo ed è incassato in una nicchia di un altare di legno intagliato policromo del XVIII secolo. Oggetto di speciale venerazione, era portato in processione per scongiurare ogni genere di evento funesto.

Dal XVII secolo la chiesa è sede della Confraternita dell’Oratorio della Santa Croce, i cui membri sono depositari del repertorio di canto tradizionale che anima le celebrazioni della Settimana santa, o Lunissanti, che proprio dalla chiesa hanno inizio il lunedì successivo alla Domenica delle Palme.

DA VEDERE

Concattedrale di Sant’Antonio Abate

la chiesa di sant’ antonio abate. - Castelsardo

Magnifica la posizione, che permette di spaziare con lo sguardo su tutto il golfo dell’Asinara. L’esterno della chiesa, concattedrale della diocesi di Tempio – Ampurias, è molto semplice, in trachite a vista, con facciata a capanna. Ben più complesso l’interno, che si articola su un’unica navata, a croce latina, con numerose cappelle laterali, ornate da pregevoli altari lignei. Lo stile è composito, frutto dei molti interventi fatti a partire dal XVI secolo, epoca della prima fondazione, sul sito di una più antica cappella.

Quattro pilastri a fascio sostengono la volta a crociera all’incrocio del transetto, e sono in stile gotico anche il presbiterio e l’abside, dalla volta stellare. Qui si trova l’altare maggiore, ottocentesco, su cui è collocato uno dei più importanti dipinti gotici dell’isola. Attribuito all’anonimo Maestro di Castelsardo, la Madonna col Bambino assisa in trono era parte di un più complesso retablo (XVI secolo).

Artista formato a Barcellona, di ambito gotico, ma a conoscenza delle innovazioni del Rinascimento italiano, fu attivo nel Nord della Sardegna, in Corsica e in Catalogna. Altre parti del retablo sono esposte nella cripta, dove è allestito il museo diocesano. Si tratta di tre pannelli raffiguranti la Trinità, san Michele, e due scomparti di predella con quattro apostoli. Sempre nella cripta è esposta la statua lignea della Madonna di Salasgiu (XIV secolo), oltre a paramenti sacri, argenti e altri arredi liturgici

Chiesa di San Pietro extra muros

Chiesa di Nostra Signora di Tergu

Vale la pena una breve deviazione dal paese per raggiungere in circa 8 km Tergu, dove sorge uno dei più illustri esempi di romanico dell’isola. La chiesa di Nostra Signora si trova ai margini dell’abitato moderno, isolata nella campagna. Il sito era quello della città romana di Cericum e la chiesa vi fu costruita all’inizio del XII secolo da maestranze di provenienza pisana e lombarda. Era pertinenza dell’abbazia benedettina, di cui rimane qualche rudere.

La facciata da sola merita la visita: la parte superiore è andata perduta, il paramento è in blocchi di trachite, con le parti decorative in calcare finemente scolpito. È divisa in due sezioni: in basso, tre archi a tutto sesto sono impostati su paraste. In altro una finta loggia mostra raffinate decorazioni geometriche a intarsio e un rosone. L’interno, a navata unica e con transetto, è molto semplice. La copertura a capriate lignee ha sostituito la volta a botte, frutto di un rimaneggiamento successivo.

La chiesa è meta della processione di Lunissanti e i prati che la circondano sono luogo di festa campestre per tutti i partecipanti.

COME ARRIVARE

Castelsardo è collegata a Sassari dagli autobus Arst, linee 721 e 9311, in circa un’ora. In auto, si raggiunge in mezz’ora circa, con la SP 90 e la SP 48, quindi con la SS 200.

DOVE DORMIRE

Non c’è ricettività conventuale a Castelsardo, che tuttavia presenta una vasta offerta di alloggi di ogni tipo e per ogni tasca.
Ufficio informazioni turistiche, Palazzo Eleonora d’Arborea, Bastione,
www.castelsardoturismo.it

SAGRE E FESTE

Lunissanti - Castelsardo - Luoghi Francescani in Sardegna

Lunedì Santo: Lunissanti.

Le bianche vesti dei cantori e degli apostuli, che portano i “misteri”, simboli della passione di Cristo (i flagelli, la corona di spine, la croce e altri strumenti del martirio), sfilano il lunedì successivo alla domenica delle Palme per le vie di Castelsardo, diretti a Nostra Signora di Tergu. Suggestiva la processione del ritorno, la sera, alla luce delle fiaccole, scandita dal repertorio polifonico tradizionale del Miserere, dello Stabat e de Lu Jesu.

Organizza la tua visita

Seleziona il luogo di tuo interesse e contatta l’ufficio turistico di riferimento del comune selezionato.

Luogo

Nome e Cognome

E-Mail*

Telefono*

Messaggio