Sanluri

Il convento dei cappuccini domina la città dall’alto di un colle. Intorno, il paesaggio è quello dolce del Campidano, con estesi campi di grano, a cui fa da sfondo il profilo tagliente dei monti dell’Arcuentu. Il legame tra i padri cappuccini e la città dura da quattro secoli: il primo convento fu infatti edificato all’inizio del XVII secolo.

Convento dei cappuccini

Ormai circondato dall’abitato moderno, il convento in origine sorgeva ai margini della città medievale, nelle forme semplici e austere che caratterizzano tutti gli edifici dell’Ordine dei frati minori cappuccini. Oggi di quel convento seicentesco rimane davvero poco. Tanti, infatti, sono stati nel corso dei secoli gli interventi di ampliamento e ammodernamento. Varie le vicende, tra cui anche l’alienazione del complesso in seguito all’emanazione della legge Siccardi nel 1866.

I frati furono allontanati e i beni incamerati dal Regio demanio. Il convento di Sanluri fu restituito all’Ordine – sorte analoga ad altri luoghi di culto dell’isola – grazie a un benefattore sanlurese, Stefano Demuro, che lo acquistò per rivenderlo subito ai frati, che saldarono il debito a rate. Un secondo fatto nefasto fu la tempesta che nel 1939 scoperchiò la chiesa e ne distrusse la facciata. L’aspetto attuale dell’edificio e dell’annesso convento si devono ai lavori eseguiti negli anni successivi.

Dell’impianto seicentesco rimane oggi la sola cappella della Beata Vergine Immacolata – in origine dedicata a sant’Antonio da Padova – fatta costruire nel 1672 da Donna Maria di Castelvì, marchesa di Laconi. Alcuni notevoli arredi sacri, testimonianza della maestria nell’arte della scultura in legno raggiunta dai frati cappuccini, sono conservati all’interno della chiesa.

Di particolare pregio il tabernacolo in legno intarsiato e dipinto, al centro del presbiterio. Apparteneva alla chiesa del convento di San Benedetto a Cagliari (fine XVII o inizio XVIII secolo), e raffigura vari santi dell’Ordine: Benedetto da Urbino, Antonio da Padova, Francesco d’Assisi, Felice da Cantalice.

Via San Rocco 6, tel. 070-93.07.107.

DA VEDERE

Museo storico-etnografico

Museo storico-etnografico

All’interno del convento è ospitata una raccolta in origine allestita nella cripta della chiesa di Sant’Ignazio a Cagliari.

Conta tre sezioni: una espone pregevoli arredi sacri provenienti da questo e da altri conventi della Sardegna, tra cui paramenti sacri di raffinata esecuzione, argenti, sculture lignee e commoventi ex voto di tradizione popolare.

Una piccola ma significativa collezione archeologica conserva reperti di epoca nuragica e romana. Infine, nelle cantine del convento sono illustrati vari aspetti della vita monastica, con ampia documentazione materiale di tutte le attività agricole e dei saperi artigianali, dalla tessitura all’orologeria.

Castello di Sanluri

Castello di Sanluri

Si presenta come un quadrilatero con torri angolari, merlate, al centro del paese, ed è noto come castello di Eleonora, anche se non ci sono testimonianze che provino la permanenza al castello della giudicessa di Arborea.

Il castello, nato con scopi difensivi e residenziali, fu con tutta probabilità edificato tra il XIII e il XIV secolo e fu teatro della battaglia di Sanluri, che nel 1409 segnò la fine dell’autonomia del giudicato di Arborea.

Il nuovo sovrano, Pietro IV d’Aragona, fece ampliare il castello, che fu tenuto da varie casate dal XV secolo, ultima delle quali gli Aymerich, marchesi di Laconi, che ne furono titolari fino alla fine del regime feudale, nel 1836.

Successivamente, fu acquistato dal generale Nino Villasanta, che lo ha ristrutturato e ha allestito alcune sale a sede museale. Il Museo del Risorgimento “Duca d’Aosta” raccoglie cimeli bellici del periodo risorgimentale e della Prima guerra mondiale.

Una sezione è dedicata a una raccolta di circa quattrocento ceroplastiche, ritratti di personaggi famosi, databili dal XVI al XIX secolo, eseguiti con questa tecnica da artisti importanti, tra cui il Giambologna.

COME ARRIVARE

Sanluri si raggiunge da Cagliari con gli autobus Arst (linea 122, circa un’ora e un quarto); in auto, con la SS 131 (circa 40 minuti).

Per chi proviene da Laconi (e da Gesturi) in auto, con la SS 197, in 50 minuti circa; con autobus Arst linea 501, circa un’ora.

DOVE DORMIRE

La vocazione all’accoglienza del convento di Sanluri è di lunga data. Fu infatti destinato a ospitare e formare i novizi, e vi trascorse del tempo anche fra Nicola da Gesturi. Oggi è aperto ai soggiorni per singoli, famiglie e gruppi in cerca di silenzio, preghiera, meditazione e formazione cristiana.

Particolarmente attraente anche il contesto naturale, con un’area di cinque ettari annessa al complesso, destinati a vigna, orto e giardino, a cui è possibile accedere anche in giornata, in occasione di eventi e celebrazioni.

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